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San Massimiliano Maria Kolbe

Raimondo Kolbe nasce a Zdunska Wola (Polonia) l’8 gennaio 1894.
Da bambino ha un’apparizione della Madonna, che gli offre due corone: una rossa, simbolo del martirio, e una bianca, simbolo della purezza.
A 13 anni inizia il cammino di formazione tra i Francescani conventuali di Leopoli, e a 17 professa i voti con il nome di fra’ Massimiliano.
Durante gli anni di studio a Roma, fra’ Massimiliano fonda la Milizia dell’Immacolata, un’associazione di apostolato mariano. Il 28 aprile 1918 viene ordinato sacerdote.

Tornato in Polonia, padre Kolbe si dedica alla propagazione della Milizia nell’Ordine Francescano e tra i laici, e nel 1922 dà vita ad una rivista mensile per diffondere l’amore a Maria nelle anime: il “Cavaliere dell’Immacolata”.
Il 7 dicembre 1927 padre Massimiliano fonda la prima “Cittadella dell’Immacolata” (in polacco Niepokalanów), un grandissimo convento-editoria, centro di irradiazione dell’amore a Maria attraverso la stampa. Nel 1930 padre Kolbe parte missionario per il Giappone, dove dopo appena un mese vengono stampate 2000 copie del “Cavaliere” in giapponese.
L’anno successivo vicino a Nagasaki nasce “Il giardino dell’Immacolata” (Mugenzai no Sono), la “Cittadella” giapponese.

Tornato in Polonia negli anni oscuri del nazismo, padre Kolbe subisce una persecuzione sempre più accanita, finchè il 28 maggio 1941 viene internato nel campo di concentramento di Auschwitz. Qui egli trasmette speranza e coraggio tra i detenuti, confessando, pregando e consolando tutti, finchè giunge il momento supremo dell’offerta della sua vita: durante una rappresaglia un suo compagno di blocco, Francesco Gajowniczek, viene prescelto con altri nove per la terribile morte nel bunker della fame. Padre Kolbe con coraggio esce dalle file dei prigionieri e si offre al suo posto: “Sono un sacerdote cattolico polacco. Voglio morire al posto di questo prigioniero”.
Così padre Kolbe trasforma lo squallido bunker in una vera e propria cappella, dove risuonano continuamente canti e preghiere, e accompagna gli altri condannati ad una morte serena. Quando l’SS entra nella cella per finirlo con un’iniezione letale, lo trova seduto, appoggiato al muro, con gli occhi aperti, il volto pulito e sereno, raggiante. Così padre Kolbe sale serenamente al Cielo.
È il 14 agosto 1941, vigilia della solennità dell’Assunzione di Maria.

Il 17 ottobre 1971 padre Kolbe viene proclamato Beato da papa Paolo VI, che lo definisce «avvocato e protettore del regno della carità, campione esemplare e tipo di uomo al quale possiamo uniformare la nostra arte di vivere».
Il 10 Ottobre 1982 Giovanni Paolo II, che in precedenza lo aveva definito patrono particolare dei nostri difficili tempi, proclama padre Massimiliano Kolbe Santo, dichiarandolo martire della carità.

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