Un'assidua ricerca

Ora che guardiamo e gustiamo gli undici ettari di verde resi fecondi dalla sorgente di Pantano, da cui è possibile abbracciare, in un  colpo d’occhio, la Sicilia e le Isole Eolie, possiamo ben dire che la Vergine Maria aveva scelto da sempre questo luogo di Ceramida di Bagnara Calabra per la sua Cittadella.

Forse p. Santo, cercando di cogliere i desideri di Maria nella sua preghiera, l’aveva sognata nel 1990 quando il suo primo fratello, p. Antonio Carfì, era stato la “prima pietra” di una città di fratelli che l’Immacolata voleva vicini a sé per accogliere tanti suoi figli. Noi Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata, abbiamo però, faticato a intuire il progetto di Maria, aiutati solo da poche parole di p. Santo, dal corso degli eventi e dalle reali necessità della nostra Fraternità.

Infatti, dopo che nel 2000 si erano aggiunti a p. Santo e p. Antonio i primi fratelli e sorelle, la nostra giovane comunità, residente in un convento bello ma piccolo, si era sentita spinta a cercare nuovi spazi e strutture a motivo del suo carisma dell’accoglienza, seguendo la scia di San Massimiliano e della sua “Citta dell’Immacolata” in Polonia. P. Santo, attirato come una calamita, aveva individuato il terreno e, illuminato dall’esempio di fiducia illimitata nell’Immacolata offerto da p. Kolbe, vi aveva “seminato” di nascosto delle medaglie miracolose in attesa di una proficua “raccolta”. Tutti pregavamo sul terreno, ma, una volta contattati i proprietari, la delusione aveva aleggiato nei nostri cuori a causa del prezzo troppo alto che ci veniva chiesto per acquistarlo. Eppure p. Santo continuava ad essere sicuro: Maria vuole la sua città; dobbiamo cercare ancora.

Iniziavamo, a questo punto, una frenetica ricerca nei dintorni di Bagnara e, in seguito, anche al di fuori di questa cittadina. Ma, giunti nel maggio del 2010, decimo anni di vita della nostra fraternità, la Provvidenza ha voluto che, proprio in questo mese dedicato a Maria, quando sembravano ormai perse le speranze per il primo terreno che avevamo individuato a Ceramida, i proprietari ci manifestassero, attraverso una telefonata, la loro ferma intenzione di vendere l’appezzamento. Un segno forte e rincuorante che ci illuminava su quello che realmente il Signore voleva da noi, ma mancava ancora qualcosa di importante: i soldi. E qui un ennesimo segno dell’amore dell’Immacolata: giorno di Maria Ausiliatrice (24 maggio) un benefattore donava alla Fraternità una cospicua offerta per dare inizio alla Cittadella; a questa si univano, dopo pochi giorni, altre offerte.

Così, il 18 giugno la Madonna ci consegnava il terreno che sarebbe stato benedetto il 5 luglio, giorno in cui l’effige di Maria entrava nella sua Cittadella portata a spalla dai suoi figli sacerdoti della Fraternità dell’Immacolata.

p. Giuseppe Calogero e sor. Francesca Schiavone

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