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La Cittadella dell’Immacolata nel tempo della guerra

La Cittadella dell’Immacolata della Polonia, sorta principalmente come sede più adatta ad ospitare l’imponente tipografia per la stampa del “Cavaliere dell’Immacolata”, dovette modificare la sua fisionomia con lo scoppio della seconda guerra mondiale. È suggestivo osservare questa straordinaria “metamorfosi della carità” attraverso le parole stesse di p. Kolbe, che in quel periodo era Guardiano di Niepokalanów. Questa flessibilità, la prontezza ad adattarsi alle esigenze delle mutate circostanze storiche, ci dà la misura dello spessore umano e della straordinaria apertura di cuore di s. Massimiliano, capace di scrutare i “segni dei tempi” (....) per modellare la propria opera secondo la volontà di Dio, a beneficio dei fratelli.

«Cari figli! [...] Lo scopo di Niepokalanów, come ben sappiamo, consiste nel diffondere la devozione e l’amore verso l’Immacolata e nell’attrarre a Lei le anime. Tempo addietro realizzavamo questo scopo prevalentemente con l’ausilio della stampa, mentre ora si rivolge una particolare attenzione alla preghiera, al lavoro manuale, alla produzione e all’azione di beneficenza. [...]
Dopo la guerra si sono create nuove condizioni e svariate necessità, perciò Niepokalanów in molti casi cerca di venire in aiuto alla popolazione dei villaggi circostanti e delle fattorie.
L’attività della nostra infermeria, iniziata ancor prima della guerra, è continuata senza interruzione, con questa sola differenza, che dopo la guerra l’afflusso è aumentato in modo assai notevole e in questo momento fornisce consigli e aiuti di vario genere a 60-70 persone in media ogni giorno. La piccola farmacia (vedi foto) prepara medicinali per una ventina di persone al giorno. In un piccolo ospedale per i secolari, che si trova sopra la cucina del nuovo refettorio, sono ricoverati una trentina di malati. Si tratta, per la maggior parte, di deportati, ai quali presta soccorso pure la nostra infermeria.
La primavera è tempo della lavorazione dei campi, delle semine, ecc., e proprio nei tempi presenti bisogna innanzi tutto preoccuparsi che non manchi il pane e rifornirsi degli altri prodotti indispensabili.
Perciò, la sezione meccanica ha lavorato durante quasi tutto l’inverno e sta ancora lavorando attorno agli arnesi agricoli di varie fattorie e di singoli agricoltori. Ecco qualche dettaglio del lavoro di questa sezione: sono state rimesse completamente a nuovo 3 macchine seminatrici, un trattore, 2 argani, 2 trinciaforaggi, una motocicletta, 7 biciclette. È stata eseguita la ferratura di una vagliatrice nuova e la riparazione di un’altra macchina simile. Vi sono attualmente in riparazione: 3 trebbiatrici e 2 mietitrici. Lavori arretrati da eseguire: 7 trebbiatrici, 6 argani, un trinciaforaggi e una vagliatrice nuova. Da riparare a fondo: 3 seminatrici. Ecco, per sommi capi, l’elenco dei lavori della sezione meccanica. È difficile raccogliere tutto in cifre con esattezza, poiché il numero di questi lavori cresce incessantemente.
La falegnameria in quest’ultimo periodo ha eseguito: 15 tavoli, 27 banchi, 7 sedie per i profughi; per Sochaczew 12 tavoli, 17 banchi con la spalliera, 48 sgabelli.
A Niepokalanów ci sono pure profughi in numero di circa 1.500, per la maggior parte vecchi o bambini; ogni tanto perciò capita che ne muore qualcuno. Sono in attesa di essere realizzate 2.000 cassette per le uova, ordinate dal “Rolnik” [=Agricoltore] di Sochaczew, 7 canotti per il Dipartimento Stradale, ecc.
La sartoria (vedi foto) confeziona abiti nuovi, fa rammendi, ecc.
La calzoleria (vedi foto) ha prodotto alcune paia di scarpe nuove, ha riparato circa 200 paia di calzature varie, evidentemente tutto per persone che non abitano in convento.
I fratelli dirigono la cucina e preparano le colazioni, i pranzi e le cene per circa 1.500 profughi.
La panetteria (vedi foto) provvede ogni giorno al pane per loro. I profughi occupano i seguenti edifici: il quadrato, il “COP”, il noviziato, il seminario minore e il reparto per le spedizioni.
In ogni edificio ci sono due fratelli che si prendono cura delle persone.
La necessità ci ha costretto pure a produrre le statuette dell’Immacolata. (vedi foto)
Questa attività è diretta da fr. Teofilo, coadiuvato da fr. Felicissimo.
L’orto (vedi foto) ormai non produce tanto per la popolazione [dei dintorni], anche se diamo in parte, nei limiti del possibile, delle piantine di cavoli, di pomodori, come pure semi di cetrioli, ecc.; tuttavia, c’è molto lavoro nell’orto, poiché si utilizza ogni striscia di terreno per coltivarvi patate e altri ortaggi.
Ecco un quadro superficiale delle attuali occupazioni. Di lavoro ce n’è oltre le nostre forze, se si pensa che siamo soltanto un quarto di tutti quelli che eravamo precedentemente. Molti lavori ormai non li accettiamo più, per mancanza di personale. E così non si accetta più di riparare le scarpe, gli orologi, benché vi sia una grande richiesta.
Fr. Salesio da solo ha riparato oltre 60 orologi, ma ora deve occuparsi di un altro lavoro più urgente nel reparto meccanico, dove si formano addirittura delle code di macchine e di attrezzi agricoli.
Tuttavia, ringraziamo l’Immacolata anche per quello che c’è. Fino a questo momento sperimentiamo assai la Sua protezione.
Durante la guerra sono passati all’eternità i seguenti fratelli: fr. Amato, fucilato dall’esercito nel settembre scorso; fr. Bonfiglio, morto di tubercolosi nel sanatorio di Otwock; fr. Cirillo, morto anche lui di tubercolosi qui a Niepokalanów agli inizi di aprile; e fr. Rodrigo, morto di polmonite mentre stava in famiglia. Per le anime dei confratelli defunti bisogna recitare, secondo le Costituzioni, 2 corone francescane per ciascuno. Nel convento di Varsavia è morto di tifo fr. Silvestro Wojslaw, professo solenne. A Łagiewniki e rimasto ucciso da una bomba durante la guerra p. Giulio Gordon. Per essi bisogna recitare una corona per ciascuno.
Durante le operazioni belliche su Niepokalanów caddero 4 bombe di piccolo calibro. Tre non hanno fatto un gran danno, ma la quarta ha colpito la nuova portineria e ha distrutto la parte centrale dell’edificio. Per fortuna non ci sono state vittime.
La sezione degli impianti (vedi foto) ha installato la luce elettrica nella stazione di Szymanów, alla quale forniamo la corrente. La centrale elettrica fornisce l’energia a tutti gli edifici e dormitori dei profughi.
Di sera, secondo l’antica usanza, nel cortile di Niepokalanów, ai piedi della statua dell’Immacolata, graziosamente illuminata, i fratelli suonano e cantano canzoncine mariane.
Le funzioni mariane del mese di maggio si celebrano alle 7 di sera. Durante queste funzioni il p. Vicario fa un commento ben articolato all’atto di consacrazione all’Immacolata». (SK 892)

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