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La Cittadella dell’Immacolata: il “luogo santo” di Maria

«Questo luogo si chiama Niepokalanów, vale a dire “luogo santo dell'Immacolata”» (SK 1152). Questa una delle definizioni più belle che p. Kolbe ha dato della Cittadella dell’Immacolata, frutto del suo amore “folle” per Maria e frutto tanti sacrifici.

Ma cos’è, nello specifico, per san Massimiliano, la Cittadella dell’Immacolata? Essa è innanzitutto un luogo fisico, dove tutto, dalle persone che la abitano – i frati totalmente consacrati a Lei – agli oggetti – strumenti per la diffusione dell’ideale dell’Immacolata nel mondo – sia totalmente ed incondizionatamente cosa e proprietà di Maria: «[Si chiama] Niepokalanów, perché è consacrato tutto, esclusivamente e illimitatamente all'Immacolata, con tutti i cuori che palpitano all'interno del suo recinto, con tutte le macchine, i motori, le scuole, le speranze, le preoccupazioni, i guai, i debiti. Insomma, è tutto cosa e proprietà dell'Immacolata» (SK 1179).

Nel cuore di p. Kolbe, questa spiritualità di totale consacrazione a Maria è viva sin dall’inizio della fondazione della Cittadella dell’Immacolata. Essa non è un convento come tutti gli altri. Infatti, pur essendo composta di frati francescani conventuali – sia chierici che laici – regolarmente appartenenti all’Ordine, essa propone un ideale di vita strattamente legato a quell’ideale della “totale consacrazione all’Immacolata” che prenderà sempre meglio forma nel pensiero kolbiano. Così san Massimiliano illustra questa peculiarità: «Una cosa non può essere imposta agli altri conventi e nello stesso tempo non è possibile che venga meno a Niepokalanów, poiché costituisce la sua essenza specifica: si tratta, cioè, della “illimitatezza” della consacrazione all'Immacolata in vista della conquista del mondo intero a Lei e, di conseguenza, ognuno, ad esempio, deve essere pronto in qualsiasi istante anche a recarsi ovunque senza esitazioni, anche in capo al mondo e magari incontro ad una morte sicura; in una parola, sempre e in tutto: “illimitatamente” per l'Immacolata. [...] Inoltre, noi abbiamo una volontaria, amata “idea fissa” (se qualcuno volesse chiamarla anche così), ed è l'Immacolata. Noi viviamo, lavoriamo, soffriamo e bramiamo morire per Lei, e con tutta l'anima, in tutti i modi, con tutte le invenzioni, ecc., desideriamo innestare questa “idea fissa” in tutti i cuori» (SK 325). L’“idea fissa” di Kolbe è quindi la consacrazione all’Immacolata, che diventa lo specifico tratto distintivo della sua Cittadella.

Qualche mese più tardi san Massimiliano ribadisce questo concetto, arricchendolo di nuovi spunti spirituali: «Sono del parere che l'ideale spirituale di Niepokalanów debba essere la consacrazione all'Immacolata, purché illimitata (in conformità allo statuto e all'atto di consacrazione), perciò conformarsi alla Volontà dell'Immacolata in tutto quello che non dipende dalla nostra volontà e compiere nel modo più perfetto possibile la Sua Volontà in ogni cosa, vale a dire “essere lo strumento più perfetto possibile nelle Sue mani immacolate”, cioè lasciarsi condurre totalmente da Lei nel modo più perfetto, cioè l'obbedienza più perfetta possibile, attraverso la quale Ella manifesta la propria Volontà, ci guida cioè come strumenti» (SK 339). L’obbedienza costituirà un fondamento imprescindibile per la reale attuazione della volontà dell’Immacolata, e diventerà uno dei capisaldi della spiritualità kolbiana, che caratterizzerà i frati della Cittadella dell’Immacolata per una disponibilità incondizionata, dai toni eroici. Il “luogo santo” di Maria sarà fucina di santità: in essa, come anche nella successiva Cittadella dell'Immacolata giapponese (Mugenzai no sono), si formeranno autentici santi, il cui capofila ovviamente è il nostro amato san Massimiliano.

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