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L’adorazione perpetua alla Cittadella dell’Immacolata

Il sogno di poter esporre il Santissimo Sacramento nella cappella di Niepokalanów, con dei turni per l’adorazione perpetua, ha accompaganto p. Kolbe sin dall’inizio della fondazione della Cittadella dell’Immacolata:
«Talvolta io sognavo quanto sarebbe bello e vantaggioso se ogni tanto nella cappella di Niepokalanów Gesù venisse esposto giorno e notte nell'ostensorio, e sarebbero sufficienti i fratelli per adorarlo ininterrottamente a turni di due o più. Quante benedizioni otterrebbero gli adoratori per ogni esemplare de Rycerz appena stampato o delle annate passate, ma non ancora completamente distrutto, sia per quello stampato in lingua polacca per i polacchi residenti in Polonia e su tutta la terra, sia per quello stampato in giapponese e in altre lingue. E poi, quante grazie sono indispensabili per lo sviluppo, per ogni anima consacrata all'Immacolata o che debba appartenere a Lei sia nella Niepokalanów che nella M.I... Ho davanti ai miei occhi la benedizione con il Ss. Sacramento ai malati nella grotta dell'Immacolata a Lourdes. Ma questo è un sogno!». (SK 354)

L’ipotesi di fare “ogni tanto” l’esposizione prolungata del Santissimo alla Cittadella si trasforma gradualmente in possibilità concreta di adorazione perpetua:
«Non è forse giunto il momento di iniziare nella Niepokalanów polacca l'esposizione perpetua del ss. Sacramento (almeno per l'intera giornata) e l'adorazione con turni di due fratelli per volta? In tal modo anche l'attività a vantaggio delle anime verrebbe fecondato da grazie più abbondanti, sia in Polonia che nelle missioni e ovunque». (SK 454)

È significativo che p. Massimiliano leghi strettamente l’adorazione a numerosi benefici spirituali e alla stessa fecondità dell’azione missionaria! Nonostante il suo infaticabile zelo nell’apostolato, infatti, egli non perderà mai di vista il primato della preghiera, che definirà “l'attività più importante” (SK 954) perfino nei tempi drammatici della guerra, quando la Cittadella polacca si trasformerà in un grande rifugio per i tanti profughi. Anzi, sarà proprio in questo tragico momento, che, tra le macerie delle azioni belliche, fiorirà l’incessante flusso di adorazione e di lode a Gesù Sacramentato. Siamo infatti nel maggio del 1940, quando, scrivendo ai fratelli che si trovano ancora fuori dalla Cittadella dell’Immacolata a causa della guerra, s. Massimiliano annuncia loro:
«Nel giorno 9 dicembre u.s., si è dato inizio all'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento. Inizialmente, i turni erano di due fratelli, ora invece quattro fratelli per volta adorano incessantemente il divino Prigioniero d'amore, dandosi il cambio ogni mezz'ora. Al momento attuale, questa è l'attività più importante». (SK 892)

Ancora, p. Kolbe, nel comunicare con rammarico che alla Cittadella dell’Immacolata la stampa del Cavaliere è stata interrotta, aggiunge subito:
«Però, l'attività più importante è in pieno svolgimento, vale a dire la preghiera. Alle pratiche precedenti si è aggiunta l'adorazione perpetua al Santissimo Sacramento, che già da molto tempo si desiderava attuare. Inizialmente a turni di due, poi di quattro e ora sei fratelli ogni mezz'ora si alternano per tutto il giorno; e così durante l'intera giornata scorre ininterrottamente un torrente di preghiera, la più grande potenza dell'universo, capace di trasformare noi e di cambiare la faccia del mondo». (SK 895)

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