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20 Gennaio 2016 - Una svolta per la Fraternità Maria Immacolata

Giubileo del Duemila – Giubileo della Misericordia: questi due eventi fanno da cornice, quasi provvidenziale inclusione, alla storia dei “Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata”, la comunità religiosa conosciuta anche come Fraternità dell’Immacolata, nata a Pellegrina di Bagnara Calabra proprio nell’anno giubilare del Duemila. È stato allora, infatti, che l’intuizione del fondatore, il Can. Santo Donato, ha cominciato a concretizzarsi con l’arrivo delle prime vocazioni.

L’idea era questa: dare vita ad una Fraternità religiosa, maschile e femminile, che incarnasse in questi tempi difficili la spiritualità di S. Massimiliano Maria Kolbe vivendo la vita religiosa all’interno di piccole Cittadelle, luoghi in cui esprimere i tre carismi fondamentali della Fraternità: l’intercessione, l’accoglienza, la missionarietà.

La nostra comunità religiosa, infatti, offre la propria preghiera innanzitutto come intercessione per i bisogni di un’umanità che appare smarrita e assetata di gioia vera e della pienezza di quel senso che solo Dio può donare. La missionarietà è vissuta attraverso il servizio alle parrocchie, agli ospedali, l’insegnamento e la predicazione. L’accoglienza si esprime condividendo la vita di preghiera e di amicizia con quanti sono alla ricerca sincera del Vangelo e soffrono oppressi da tante ferite e dal dolore per la lontananza da Dio.

Alla Cittadella dell’Immacolata, come ama ripetere p. Donato, si respira «l’odore della terra e il profumo del Cielo», immagine che ricorda l’impegno a vivere con i piedi ben piantati a terra, ma il cuore sempre orientato a Dio. Animata dallo Spirito Santo, la Fraternità desidera essere una vera famiglia unita nel nome del Signore, sull’esempio della Vergine a Nazareth, condividendo in semplicità e letizia il lavoro, la preghiera e l’apostolato.

La giornata è scandita dalla Celebrazione Eucaristica comunitaria, dalla recita dell’Ufficio divino, dall’Adorazione Eucaristica e dalla preghiera del Santo Rosario. La prima forma di riconoscimento giuridico della comunità è stata la costituzione come Associazione privata di fedeli ad experimentum, il 22 agosto del 2002, con decreto del Vescovo del tempo, Mons. Vittorio Mondello, rinnovata per sei anni, e nel 2008 il passaggio ad Associazione pubblica di fedeli, denominazione alla quale è stata aggiunta da Mons. Morosini la dicitura in itinere, cioè con la prospettiva di poter diventare Istituto di vita consacrata di diritto diocesano.

Questo evento si è concretizzato proprio il 20 gennaio, Memoria della Madonna del Miracolo, alle ore 18.00, presso la Basilica Cattedrale di Reggio Calabria. La data richiama la straordinaria conversione di Alfonso Ratisbonne avvenuta il 20 gennaio del 1842 per intercessione della Vergine della Medaglia Miracolosa nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte a Roma, dove S. Massimiliano volle celebrare la sua prima Messa. Nel corso della Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Mons. Morosini, i membri del nuovo Istituto hanno professato i voti perpetui di povertà, castità, obbedienza e totale appartenenza a Maria, secondo la spiritualità di p. Kolbe: «permettere che Ella prenda possesso del nostro cuore e di tutto il nostro essere, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione: ecco il nostro ideale» (SK 1210).

Siamo grati al Signore per il dono della vocazione religiosa, per il cammino che ci ha fatto compiere in questi anni, per il discernimento di Mons. Mondello che ha accolto il nostro carisma ai suoi albori e per Mons. Morosini, per il dono inestimabile dell’approvazione, Amen che la Chiesa ha pronunciato a livello diocesano sulla nostra storia.

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